5 Aprile 2012 Individuato il corruttore di Bari-Lecce C'è un nome e un cognome accanto al mister X di Bari-Lecce: si chiama Carlo Quarta, non è un dirigente del Lecce ma una persona molto vicina alla famiglia Semeraro.
E' candidato per il centrodestra alle elezioni comunali in corso a Lecce. L'uomo sarebbe stato riconosciuto dopo il lungo interrogatorio di Andrea Masiello prima davanti al gip e poi con il procuratore Antonio Laudati e il sostituto Ciro Angelillis. Un interrogatorio così importante che proseguirà anche oggi. Tanto delicato da essere immediatamente secretato. Masiello ha offerto spunti ed elementi su tutte le partite oggetto dell'inchiesta. Ha raccontato fatti, spiegato circostanze. Offerto nomi e cognomi. Tra le altre, ha raccontato una volta per tutte la vicenda del derby Bari-Lecce con l'abboccamento prima della partita, l'autogol segnato appositamente e infine il ritiro del denaro all'hotel Tiziano di Lecce. Ecco, in quell'occasione Masiello ha incontrato Quarta che gli ha consegnato 260mila euro in contanti, fascettati come fossero stati prelevati dalla banca. Secondo gli investigatori quell'uomo era in contatto diretto con alti dirigenti della famiglia Semeraro, di cui era un emissario.
Intanto il gip del tribunale di Bari Giovanni Abbattista ha concesso gli arresti domiciliari ad Andrea Masiello. La località degli arresti domiciliari è Bergamo.
Il giudice ha così accolto il parere favorevole della procura per i domiciliari in relazione - a quanto si apprende - al comportamento collaborativo dimostrato da Masiello nel corso dei tre interrogatori compiuti in 24 ore.
Uno scenario, questo, che mette un forte punto interrogativo su quello che potrebbe essere il campionato il prossimo anno dopo le sentenze della giustizia sportiva. Dalla Federcalcio continuano ad annunciare "tolleranza zero" ma con le attuali regole, per rimanere alle pugliesi, tutto lo spogliatoio del Bari dovrebbe essere squalificato per omessa denuncia stando alle parole di Gillet ("avvisai tutti delle pressioni ricevute") e ci sarebbe la responsabilità diretta sia per i biancorossi (visto che Angelozzi e Mutti erano stati messi a conoscenza) sia per il Lecce, qualora fosse provata come oggi ipotizzano sia la procura sia il gip di Bari la responsabilità diretta della società nella corruzione di Masiello.