11 Ottobre 2011 Caso Masiello, il Bari si ribella Il collegio arbitrale condanna Salvatore Masiello a due mesi di sospensione dello stipendio con una ulteriore ammenda di 4.000 euro e ne dispone il reintegro in rosa. Il Bari non ci sta e afferma che Masiello non fa più parte del progetto della squadra e che non sarà reintegrato, addirittura paventando la possibilità di ricorrere alla giustizia ordinaria.
Evidente a questo punto, oltre alla questione di principio (sulla quale ci sarebbe da discutere, dato che circolano voci discordanti sull'accaduto e che nessuno si può permettere di giudicare senza aver vissuto in prima persona l'episodio o aver raccolto direttamente le testimonianze dei presenti), che il Bari piuttosto che pensare all'aspetto tecnico della squadra, sia interessato essenzialmente alla "questione portafoglio"; liberarsi dell'ingaggio oneroso di S. Masiello è stata una priorità sin dal primo momento, rinforzare la squadra no.
Del resto i tanti milioni di crediti certi che la società ha in Lega, sarebbe peccato convertirli in liquidità per poi essere costretti a intaccarli... meglio prendere penalizzazioni facendo figuracce a livello nazionale che rispettare i propri impegni liberamente sottoscritti fra le parti; nessuno ha puntato la pistola alla testa al DS o al presidente quando facevano firmare contratti anche onerosi, è evidente che l'A.S. Bari prova gusto, dopo Langella e Castillo, a pagare calciatori per tenerli poi fermi.
Una società che non paga gli stipendi (e che paga giocatori acquistati dopo averli venduti...) non ha molta voce in capitolo per quanto riguarda le questioni morali, ma a Bari accade questo ed anche di peggio... e il guaio è che non si vede la luce in fondo al tunnel! E, come al solito, mentre si parla tanto di queste questioni secondarie, i grossi nodi al pettine non vengono affrontati da nessuno; tanto sono solo i tifosi a subire...
Riccardo Attimonelli