saverio67 ha scritto: mer feb 04, 2026 20:36Quando si costituisce una società, i soci versano dei soldi. Quei soldi costituiscono il capitale sociale. Mettiamo che siano 1.000 lire. E che devi produrre penne.
Quei soldi servono per operare e anche come garanzia verso i creditori se chiedi prestiti.
La prima cosa che fai è comprare un capannone: spendi 500 lire.
Poi spendi 200 lire per comprare i macchinari. Poi spendi 100 lire di stipendio. E infine altre 100 lire di materie prime.
Hai speso 900 lire. Ma di quelle 900, ce ne sono 700 he sono di beni durevoli (il capannone e i macchinari).
Siccome quei beni dureranno 10 anni, si fa così: di quelle 500 lire si scrive nei conti che solo 70 lire sono spese di questo anno, il resto sono spese di competenza dei prossimi anni che hai solo anticipato.
Dunque risulta che nel primo anno hai speso 70 lire per i beni durevoli + 200 lire fra stipendio e materie prime.
Ti metti a lavorare e dopo 12 mesi devi fare il bilancio, ossia capire come sei andato.
La prima operazione che si fa è conteggiare quanto valgono i beni durevoli. E quelli hanno un valore elevato, perché sono ancora nuovi nuovi. Se li rivendi recuperi ciò che hai speso. Quindi scrivi che hai un patrimonio di 700 lire.
Purtroppo il primo anno hai speso 200 lire di materie prime e stipendi ma le tue penne ti hanno fruttato solo 150 lire, perché hai dovuto venderle sotto costo per entrare sul mercato. Dunque ci hai perso 50 lire dal lavoro.
E poi si sono sempre le 100 lire non spese.
Dunque alla fine dei conti alla fine del primo anno hai 700 lire di beni durevoli + 100 lire non spese + 150 lire di ricavi. Hai 950 lire. Eh, accidenti, la tua azienda ha bruciato 50 lire del capitale sociale.
Vabbè poco male, speri di rifarti l'anno successivo.
Questa storia va avanti per tanti anni e a un certo punto delle 1.000 lire iniziali ne sono rimaste solo 200. La tua società è a rischio. E siccome lo Stato lo sa, ti dice che entro l'anno prossimo il capitale sociale deve tornare a essere di nuovo di 1.000 lire.
E qui però ti arriva una botta di fortuna. Inaspettatamente il Comune apre vicino al tuo capannone una fermata della metro e ci fa i giardini. E quella sede che avevi comprato per 500 lire tanti anni fa, all'improvviso acquista valore. Se tu la vedessi ora riusciresti a fartela pagare agevolmente 1.500 lire.
Ecco questa cosa nel bilancio la devi scrivere. Quella sede che nel frattempo era diventata vecchia e il cui valore era sceso dalle 500 lire iniziali a sole 300 lire, adesso ne vale 1.500.
E quando fai il bilancio e inizi a contare cosa hai a patrimonio, la prima cosa è registrare un valore di 1.500. Ecco che con una operazione di rivalutazione di un bene a patrimonio hai sistemato il tuo bilancio, non hai più perdite da coprire e non ci devi mettere soldi.
P.s.: per i puristi, lo so che ho fatto molte semplificazioni.
Veniamo al Bari. Il Bari a patrimonio ha il marchio. E se il marchio viene rivalutato, voilà è tutto a posto.
La domanda è: può farlo?
Torniamo al tuo capannone. Come fai tu, il tuo commercialista, la guardia di finanza a verificare che davvero il valore attuale del tuo capannone è schizzato 1.500 lire? Su questo c'è la borsa immobiliare: si verifica a quanto vengono venduti i capannoni nella tua zona con la stazione della metro pulita e scintillante. Per cui se lo sopravvaluti, ti prendi una denuncia per falso in bilancio.
E invece per il marchio del Bari? Non esiste la borsa dei marchi delle società di calcio. Comprendo bene quanto è facile trovare un sedicente esperto che lo paghi e quello ti fa una perizia in cui dice che il tuo marchio vale x lire. La GdF te lo potrà contestare ma tanto qualunque giudice archivierà la pratica.
Ecco come nel 2019 il valore del marchio è passato da mezzo milione a 5 milioni.