Bancarotta, chiesto l’arresto per Salvatore Matarrese.
Tra i 14 indagati anche l’ex presidente Figc
di Chiara Spagnolo
La guardia di finanza di Bari ha sequestrato quote per oltre 7,3 milioni di euro nei confronti della Imco, società della storica dinastia di costruttori
La guardia di finanza di Bari ha sequestrato quote per oltre 7,3 milioni di euro nei confronti della Imco, società della famiglia Matarrese, storica dinastia di costruttori baresi.
Nell'inchiesta della Procura di Bari, coordinata dal pm Lanfranco Marazia, ci sono 14 indagati a cui sono contestati a vario titolo diversi episodi di bancarotta fraudolenta (patrimoniale, da reati societari, per atti dolosi, preferenziale), commessi dagli amministratori di cinque società riconducibili al gruppo.
Le quote sono riconducibili nello specifico all’ingegnere 64enne Salvatore Matarrese, già deputato di Scelta civica, presidente di Ance Puglia e amministratore unico della Matarrese srl. Per lui e per Amato Matarrese, Marco Mandurino e Nicola Locuratolo, la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari e notificato un avviso di interrogatorio preventivo, all’esito del quale la giudice deciderà se disporre la custodia cautelare o meno.
L'interrogatorio è stato fissato per il 20 maggio. Tra gli indagati c'è anche Antonio Matarrese, 86 anni, ex parlamentare e presidente della Figc (la Federazione italiana gioco calcio), già amministratore unico e amministratore delegato di alcune società del gruppo.
Per Antonio Matarrese la Procura non ha chiesto i domiciliari. I provvedimenti nascono dalla richiesta di arresti domiciliari proveniente dalla Procura, le cui indagini (condotte dal nucleo Pef della finanza) avrebbero portato alla luce "gravi, molteplici e ripetute" condotte di bancarotta, come spiega la finanza in un comunicato.
Le indagini sono partite dall'accesso alle procedure concorsuali di una delle società in evidente stato di insolvenza, mentre per le altre quattro imprese è stata chiesta la liquidazione giudiziale sulla base di approfondimenti che hanno evidenziato "una rilevante esposizione debitoria verso l'Erario e palesi situazioni di squilibrio finanziario ed economico".
Tra le persone indagate c’è anche Gaetano Filograno, avvocato - già coinvolto in una vicenda giudiziaria per detenzione e spaccio di droga e ritenuto uomo di fiducia di Matarrese.
Altri indagati sono Valerio De Luca, Nicola Locuratolo, Marco Mandurino, Amato Matarrese, Marco Matarrese, Michele Matarrese, Salvatore Matarrese (del ‘57), Vitangelo Pellecchia, Vincenzo Robles, Luca Russo e Oronzo Trio.
Gli indagati, per l'accusa, avrebbero dissipato oltre 18 milioni di euro dal patrimonio delle società, con operazioni di cessioni di partecipazione infragruppo, finanziamenti infragruppo, pagamenti preferenziali operati dolosamente in palese violazione della par condicio creditorum.
"Attraverso le evidenze raccolte, è stato inoltre possibile ricostruire il reiterato e sistematico mancato versamento delle imposte dovute, per circa 7 milioni di euro, quale illecito sistema di auto-finanziamento frutto di una pervicace pianificazione preventiva, con evidente danno per l'Erario", scrive ancora la finanza, che sottolinea come "allo scopo di ritardare l'emersione del dissesto i responsabili hanno, infine, falsificato i bilanci di esercizio delle società capogruppo, principalmente attraverso la sopravvalutazione di partecipazioni infragruppo".
L’avvocato Domenico Di Terlizzi, in merito all'invito delle persone indagate a comparire davanti al Gip conferma la piena fiducia nella Magistratura, certo che già durante l'interrogatorio potrà chiarirsi ogni punto sollevato.
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