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Re: IL DISEGNO E' COMPLETO

Inviato: gio apr 30, 2026 14:36
da Gallettodacombattimento
lasuocera ha scritto: gio apr 30, 2026 12:27
Gallettodacombattimento ha scritto: gio apr 30, 2026 7:53
lasuocera ha scritto: gio apr 30, 2026 7:23 Sì. Adesso lo è.
Nei giorni scorsi avevamo i pezzi sul tavolo. La lettera pacata del tifoso. L'embolo del giornalista. Le domande senza risposta sulla società. Il pesce che puzza dalla testa.
Ieri sera, sui muri intorno al San Nicola, è arrivato l'ultimo pezzo.
E il disegno che emerge non è quello che sembra.

Gli striscioni non sono la rabbia. Sono la fine della pazienza.
La rabbia esplode subito. È immediata, viscerale, spesso ingiusta. È quella del tifoso che dopo una sconfitta qualunque sfoga la frustrazione sul giocatore sbagliato, sulla decisione arbitrale, sull'atteggiamento.
Quello che è apparso ieri sera sui muri dello stadio non è rabbia. È sedimentazione.
È il risultato di tre anni di promesse non mantenute, di mercati invernali con giocatori fermi da sei mesi, di sette allenatori, di quaranta giorni di silenzio, di "seconda squadra", di timbratori di cartellino, di un sistema narrativo che ha continuato a dire "bicchiere mezzo pieno" mentre il bicchiere si svuotava.
La rabbia esplode in un momento. La sedimentazione richiede anni per formarsi. E quando arriva — arriva così. Sui muri. Di notte. Con parole che non si possono addolcire.
__________________________________________________________________________________________________________________________
"Senza palle… senza dignità."
"Mercenari."
"Vi romperemo il c*lo."
Tre striscioni. Tre registri diversi. Tre livelli dello stesso crollo.
Il primo è una valutazione morale — manca il coraggio, manca l'orgoglio. Non dice "siete scarsi tecnicamente." Dice che è venuto meno qualcosa di più profondo: l'identità.
Il secondo è una valutazione contrattuale — mercenari. Non giocatori mediocri. Mercenari. Gente che prende lo stipendio senza onorare la maglia. È la risposta popolare, rozza ma precisa, la "retribuzione che compra la presenza fisica, non il fuoco."
Il terzo è minaccia pura — l'ultimo stadio quando le parole hanno esaurito la loro funzione. Non va giustificato. Va capito come sintomo: quando una comunità non si sente ascoltata da nessuno — né dalla società, né dai giocatori, né dalla stampa — alla fine urla. Con qualsiasi parola le rimane in bocca.
_______________________________________________________________________________________________________________________
Abbiamo tentato di costruire questo disegno pezzo per pezzo in questi giorni.
Mantovani e Longo che leggevano onestamente la sconfitta contro il Monza. Il giornalista che esplodeva in diretta e poi faceva i conti con se stesso davanti al microfono. Il tifoso che scriveva a De Laurentiis con la pazienza di chi ha ancora il controllo ma sente che sta finendo. Le domande sul sistema — i giocatori, l'allenatore, la programmazione, il fuoco spento.
E adesso gli striscioni.
Il puzzle è completo perché ogni pezzo rappresenta un livello diverso della stessa comunità che si sveglia — in tempi diversi, con strumenti diversi, con toni diversi — alla stessa consapevolezza:
Il problema non è la partita. Non è il giocatore. Non è l'allenatore. È il sistema.
Il tifoso della lettera lo ha detto con eleganza formale. Il giornalista lo ha detto con l'embolo. I muri del San Nicola lo dicono con vernice spray.
Tre linguaggi. Un solo messaggio.

Cosa succede adesso
Domani si gioca. Il Bari deve vincere — o quasi. La matematica è quella che è.
Ma quello che succede sul campo domani pomeriggio è, per la prima volta in questa storia, quasi secondario rispetto a quello che è già successo intorno al campo.
Perché una retrocessione sportiva si recupera.
Quello che è più difficile da recuperare è la frattura di fiducia tra una comunità e chi la rappresenta. Quella non si chiude con una vittoria. Non si chiude con un comunicato stampa. Non si chiude con un cambio di allenatore.
Si chiude solo con fatti — sistematici, coerenti, verificabili nel tempo — che dimostrino che qualcuno ha capito davvero cosa è successo.

Adesso tocca a chi ha il potere di cambiarlo decidere se ha visto anche lui il disegno.
O se preferisce non guardare.
Tutto ampiamente condivisibile. Ma a questo punto, al secondo post in cui ne parli sibillinamemte, dovresti spiegare bene cosa intendi per “ sistema”. Quali sono le sue storture che hanno portato a questa situazione, o quella del calcio in generale , se per sistema intendi quello che governa il calcio o lo sport , al di là del “ mondo “ Bari.
Prima di tutto: grazie per il rilievo. Proviamo a fare chiarezza. Con ordine.
"Sistema" non è una parola sola. Immagina tre cerchi concentrici. Ognuno ha le sue regole, i suoi attori, le sue responsabilità. Quando parlo di sistema che ha fallito, parlo di tutti e tre insieme — perché si reggono l'uno sull'altro, e quando uno si incrina, gli altri compensano o amplificano.
________________________________________
Cerchio esterno: il sistema calcio italiano
La FIGC dovrebbe tutelare l'integrità del gioco. In pratica è un organismo politico dove i club più potenti modellano le regole a proprio vantaggio.
Lo abbiamo visto con la multiproprietà: nel 2021 viene fissata una scadenza al 2024. I De Laurentiis protestano, minacciano ricorsi, e nel 2022 ottengono una proroga di quattro anni. Non perché avessero ragione nel merito — ma perché avevano il potere contrattuale per ottenerla.
Questo è il sistema: regole che si scrivono, si modificano e si applicano in modo differenziato a seconda del peso specifico di chi è seduto al tavolo. Non è corruzione nel senso penale del termine. È qualcosa di più sottile e più pervasivo — è la normalizzazione del privilegio come strumento di governance.
________________________________________
Cerchio intermedio: il sistema Bari — proprietà, società, territorio
Una società di calcio è un sistema in miniatura con almeno quattro attori: la proprietà, la dirigenza tecnica, i giocatori, e la comunità di riferimento — tifosi, istituzioni, media locali.
Quando questi quattro attori sono allineati su un obiettivo comune e comunicano in modo trasparente, il sistema funziona. Produce risultati sportivi proporzionali alle risorse disponibili, crea identità, genera fiducia. (vedi la meravigliosa stagione fallimentare)
Quando non lo sono, ogni attore si muove per conto proprio, spesso in direzioni opposte.
La proprietà gestisce il club come opzione finanziaria in attesa della cessione. La dirigenza tecnica cambia sette volte in due anni. I giocatori — senza riferimenti stabili né identità di gioco — si rifugiano nell'autoconservazione professionale. I media oscillano tra il bicchiere mezzo pieno e l'embolo in diretta.
Il risultato non è la somma delle parti. È meno della somma delle parti. Un sistema disfunzionale non è neutro — consuma energia che potrebbe andare altrove.
________________________________________
Cerchio interno: il sistema narrativo — media, opinione, linguaggio
Questo è il cerchio meno visibile, ma forse il più insidioso.
Ogni sistema disfunzionale sopravvive grazie a una narrativa che lo protegge. Nel caso del calcio e del Bari, in particolare, la narrativa si costruisce attraverso tre meccanismi precisi.
1) La sostituzione delle cause con le emozioni: "mancava la cattiveria", "atteggiamento sbagliato." Queste frasi non spiegano niente — ma danno l'illusione di una spiegazione. Spostano il problema dai luoghi in cui risiede davvero — società, programmazione, contesto — verso i giocatori, che diventano i capri espiatori perfetti.
2) La normalizzazione progressiva del mediocre: "Bicchiere mezzo pieno." "Ci siamo ancora dentro." "Mancano ancora sei partite." Ogni settimana la soglia di accettabilità si abbassa di un gradino — così piano che non te ne accorgi — finché ti ritrovi a commentare una sconfitta 3-0 in casa come se fosse quasi normale.
3) Il silenzio colpevole: Chi ha voce, autorevolezza, accesso alle informazioni e resta silente non è neutrale. Contribuisce, anche inconsciamente, a costruire una realtà in cui le cose sembrano meno gravi di quello che sono.
Questi tre meccanismi insieme formano il sistema narrativo che protegge quello gestionale, che a sua volta si appoggia su quello federale. Tre cerchi. Uno dentro l'altro. Ciascuno che rende l'altro più difficile da smontare.
________________________________________
Perché non è un complotto
Un sistema come questo non richiede una regia. Si autoalimenta: ognuno fa quello che è razionale per sé nel breve periodo, e il risultato collettivo è irrazionale e dannoso.
La proprietà non investe perché razionalmente aspetta condizioni migliori per la cessione.
Il dirigente tace perché protegge il rapporto con chi lo paga.
Il giornalista ammorbidisce le critiche perché preserva l'accesso alle fonti.
Il tifoso sfoga sul giocatore o sull’allenatore perché è il bersaglio più visibile.
Gli addetti ai lavori (ex allenatori e/o ex giocatori) fanno un po' di tutto.
Nessuno di questi comportamenti in se è malvagio. Insieme producono il disastro. Non un complotto. Una trappola collettiva in cui ognuno ha fatto la sua piccola parte razionale verso un risultato irrazionale e comune.
________________________________________
Come si rompe
Quando qualcuno decide di fare una cosa irrazionale nel breve periodo ma giusta nel lungo.
Come il tifoso che scrive la lettera pacata invece di urlare. Il giornalista che fa i conti con se stesso in diretta. Il giocatore che dice "qualche differenza c'è" invece di nascondersi dietro gli alibi.
Piccoli gesti che incrinano la narrativa protettiva. E quando la narrativa si incrina, il sistema sottostante diventa visibile.
Complimenti. Sei stato chiarissimo, esaustivo e e molto lucido nel mettere a fuoco “ il sistema”, per poi scannerizzarlo nei suoi componenti. Grazie. Hai fatto una analisi mai letta o scontata da parte mia , che fa bene luce sulla situazione .

Re: IL DISEGNO E' COMPLETO

Inviato: gio apr 30, 2026 14:42
da 1baresealyon
Gallettodacombattimento ha scritto:
lasuocera ha scritto: gio apr 30, 2026 12:27
Gallettodacombattimento ha scritto: gio apr 30, 2026 7:53
lasuocera ha scritto: gio apr 30, 2026 7:23 Sì. Adesso lo è.
Nei giorni scorsi avevamo i pezzi sul tavolo. La lettera pacata del tifoso. L'embolo del giornalista. Le domande senza risposta sulla società. Il pesce che puzza dalla testa.
Ieri sera, sui muri intorno al San Nicola, è arrivato l'ultimo pezzo.
E il disegno che emerge non è quello che sembra.

Gli striscioni non sono la rabbia. Sono la fine della pazienza.
La rabbia esplode subito. È immediata, viscerale, spesso ingiusta. È quella del tifoso che dopo una sconfitta qualunque sfoga la frustrazione sul giocatore sbagliato, sulla decisione arbitrale, sull'atteggiamento.
Quello che è apparso ieri sera sui muri dello stadio non è rabbia. È sedimentazione.
È il risultato di tre anni di promesse non mantenute, di mercati invernali con giocatori fermi da sei mesi, di sette allenatori, di quaranta giorni di silenzio, di "seconda squadra", di timbratori di cartellino, di un sistema narrativo che ha continuato a dire "bicchiere mezzo pieno" mentre il bicchiere si svuotava.
La rabbia esplode in un momento. La sedimentazione richiede anni per formarsi. E quando arriva — arriva così. Sui muri. Di notte. Con parole che non si possono addolcire.
__________________________________________________________________________________________________________________________
"Senza palle… senza dignità."
"Mercenari."
"Vi romperemo il c*lo."
Tre striscioni. Tre registri diversi. Tre livelli dello stesso crollo.
Il primo è una valutazione morale — manca il coraggio, manca l'orgoglio. Non dice "siete scarsi tecnicamente." Dice che è venuto meno qualcosa di più profondo: l'identità.
Il secondo è una valutazione contrattuale — mercenari. Non giocatori mediocri. Mercenari. Gente che prende lo stipendio senza onorare la maglia. È la risposta popolare, rozza ma precisa, la "retribuzione che compra la presenza fisica, non il fuoco."
Il terzo è minaccia pura — l'ultimo stadio quando le parole hanno esaurito la loro funzione. Non va giustificato. Va capito come sintomo: quando una comunità non si sente ascoltata da nessuno — né dalla società, né dai giocatori, né dalla stampa — alla fine urla. Con qualsiasi parola le rimane in bocca.
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Abbiamo tentato di costruire questo disegno pezzo per pezzo in questi giorni.
Mantovani e Longo che leggevano onestamente la sconfitta contro il Monza. Il giornalista che esplodeva in diretta e poi faceva i conti con se stesso davanti al microfono. Il tifoso che scriveva a De Laurentiis con la pazienza di chi ha ancora il controllo ma sente che sta finendo. Le domande sul sistema — i giocatori, l'allenatore, la programmazione, il fuoco spento.
E adesso gli striscioni.
Il puzzle è completo perché ogni pezzo rappresenta un livello diverso della stessa comunità che si sveglia — in tempi diversi, con strumenti diversi, con toni diversi — alla stessa consapevolezza:
Il problema non è la partita. Non è il giocatore. Non è l'allenatore. È il sistema.
Il tifoso della lettera lo ha detto con eleganza formale. Il giornalista lo ha detto con l'embolo. I muri del San Nicola lo dicono con vernice spray.
Tre linguaggi. Un solo messaggio.

Cosa succede adesso
Domani si gioca. Il Bari deve vincere — o quasi. La matematica è quella che è.
Ma quello che succede sul campo domani pomeriggio è, per la prima volta in questa storia, quasi secondario rispetto a quello che è già successo intorno al campo.
Perché una retrocessione sportiva si recupera.
Quello che è più difficile da recuperare è la frattura di fiducia tra una comunità e chi la rappresenta. Quella non si chiude con una vittoria. Non si chiude con un comunicato stampa. Non si chiude con un cambio di allenatore.
Si chiude solo con fatti — sistematici, coerenti, verificabili nel tempo — che dimostrino che qualcuno ha capito davvero cosa è successo.

Adesso tocca a chi ha il potere di cambiarlo decidere se ha visto anche lui il disegno.
O se preferisce non guardare.
Tutto ampiamente condivisibile. Ma a questo punto, al secondo post in cui ne parli sibillinamemte, dovresti spiegare bene cosa intendi per “ sistema”. Quali sono le sue storture che hanno portato a questa situazione, o quella del calcio in generale , se per sistema intendi quello che governa il calcio o lo sport , al di là del “ mondo “ Bari.
Prima di tutto: grazie per il rilievo. Proviamo a fare chiarezza. Con ordine.
"Sistema" non è una parola sola. Immagina tre cerchi concentrici. Ognuno ha le sue regole, i suoi attori, le sue responsabilità. Quando parlo di sistema che ha fallito, parlo di tutti e tre insieme — perché si reggono l'uno sull'altro, e quando uno si incrina, gli altri compensano o amplificano.
________________________________________
Cerchio esterno: il sistema calcio italiano
La FIGC dovrebbe tutelare l'integrità del gioco. In pratica è un organismo politico dove i club più potenti modellano le regole a proprio vantaggio.
Lo abbiamo visto con la multiproprietà: nel 2021 viene fissata una scadenza al 2024. I De Laurentiis protestano, minacciano ricorsi, e nel 2022 ottengono una proroga di quattro anni. Non perché avessero ragione nel merito — ma perché avevano il potere contrattuale per ottenerla.
Questo è il sistema: regole che si scrivono, si modificano e si applicano in modo differenziato a seconda del peso specifico di chi è seduto al tavolo. Non è corruzione nel senso penale del termine. È qualcosa di più sottile e più pervasivo — è la normalizzazione del privilegio come strumento di governance.
________________________________________
Cerchio intermedio: il sistema Bari — proprietà, società, territorio
Una società di calcio è un sistema in miniatura con almeno quattro attori: la proprietà, la dirigenza tecnica, i giocatori, e la comunità di riferimento — tifosi, istituzioni, media locali.
Quando questi quattro attori sono allineati su un obiettivo comune e comunicano in modo trasparente, il sistema funziona. Produce risultati sportivi proporzionali alle risorse disponibili, crea identità, genera fiducia. (vedi la meravigliosa stagione fallimentare)
Quando non lo sono, ogni attore si muove per conto proprio, spesso in direzioni opposte.
La proprietà gestisce il club come opzione finanziaria in attesa della cessione. La dirigenza tecnica cambia sette volte in due anni. I giocatori — senza riferimenti stabili né identità di gioco — si rifugiano nell'autoconservazione professionale. I media oscillano tra il bicchiere mezzo pieno e l'embolo in diretta.
Il risultato non è la somma delle parti. È meno della somma delle parti. Un sistema disfunzionale non è neutro — consuma energia che potrebbe andare altrove.
________________________________________
Cerchio interno: il sistema narrativo — media, opinione, linguaggio
Questo è il cerchio meno visibile, ma forse il più insidioso.
Ogni sistema disfunzionale sopravvive grazie a una narrativa che lo protegge. Nel caso del calcio e del Bari, in particolare, la narrativa si costruisce attraverso tre meccanismi precisi.
1) La sostituzione delle cause con le emozioni: "mancava la cattiveria", "atteggiamento sbagliato." Queste frasi non spiegano niente — ma danno l'illusione di una spiegazione. Spostano il problema dai luoghi in cui risiede davvero — società, programmazione, contesto — verso i giocatori, che diventano i capri espiatori perfetti.
2) La normalizzazione progressiva del mediocre: "Bicchiere mezzo pieno." "Ci siamo ancora dentro." "Mancano ancora sei partite." Ogni settimana la soglia di accettabilità si abbassa di un gradino — così piano che non te ne accorgi — finché ti ritrovi a commentare una sconfitta 3-0 in casa come se fosse quasi normale.
3) Il silenzio colpevole: Chi ha voce, autorevolezza, accesso alle informazioni e resta silente non è neutrale. Contribuisce, anche inconsciamente, a costruire una realtà in cui le cose sembrano meno gravi di quello che sono.
Questi tre meccanismi insieme formano il sistema narrativo che protegge quello gestionale, che a sua volta si appoggia su quello federale. Tre cerchi. Uno dentro l'altro. Ciascuno che rende l'altro più difficile da smontare.
________________________________________
Perché non è un complotto
Un sistema come questo non richiede una regia. Si autoalimenta: ognuno fa quello che è razionale per sé nel breve periodo, e il risultato collettivo è irrazionale e dannoso.
La proprietà non investe perché razionalmente aspetta condizioni migliori per la cessione.
Il dirigente tace perché protegge il rapporto con chi lo paga.
Il giornalista ammorbidisce le critiche perché preserva l'accesso alle fonti.
Il tifoso sfoga sul giocatore o sull’allenatore perché è il bersaglio più visibile.
Gli addetti ai lavori (ex allenatori e/o ex giocatori) fanno un po' di tutto.
Nessuno di questi comportamenti in se è malvagio. Insieme producono il disastro. Non un complotto. Una trappola collettiva in cui ognuno ha fatto la sua piccola parte razionale verso un risultato irrazionale e comune.
________________________________________
Come si rompe
Quando qualcuno decide di fare una cosa irrazionale nel breve periodo ma giusta nel lungo.
Come il tifoso che scrive la lettera pacata invece di urlare. Il giornalista che fa i conti con se stesso in diretta. Il giocatore che dice "qualche differenza c'è" invece di nascondersi dietro gli alibi.
Piccoli gesti che incrinano la narrativa protettiva. E quando la narrativa si incrina, il sistema sottostante diventa visibile.
Complimenti. Sei stato chiarissimo, esaustivo e e molto lucido nel mettere a fuoco “ il sistema”, per poi scannerizzarlo nei suoi componenti. Grazie. Hai fatto una analisi mai letta o scontata da parte mia , che fa bene luce sulla situazione .
Prego,
Chatgpt

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Re: Il disegno è completo

Inviato: gio apr 30, 2026 15:09
da popolo
Azz ! Ha fatto una tesi

Re: IL DISEGNO E' COMPLETO

Inviato: gio apr 30, 2026 15:19
da BariCatanzaro1972
Portiere Volante ha scritto: gio apr 30, 2026 8:36 il disegno
Immagine
Effettivamente questo è l'unico disegno!

Re: IL DISEGNO E' COMPLETO

Inviato: gio apr 30, 2026 15:20
da BRIGANTE
BariCatanzaro1972 ha scritto: gio apr 30, 2026 15:19
Portiere Volante ha scritto: gio apr 30, 2026 8:36 il disegno
Immagine
Effettivamente questo è l'unico disegno!

Re: IL DISEGNO E' COMPLETO

Inviato: gio apr 30, 2026 15:25
da viafiorino
Harlan ha scritto: gio apr 30, 2026 14:28
viafiorino ha scritto:
peronitrequarti ha scritto: gio apr 30, 2026 9:22
Torneremo_ ha scritto: gio apr 30, 2026 9:15 :wink: sì però per onestà intellettuale l'utente dovrebbe chiarire che si tratta di stralci di conversazioni copiate e incollate da intelligenza artificiale - osservando lo stile adottato, direi chat gpt.
non c'è nulla di sbagliato se vogliamo, ma far passare per propri dei messaggi scritti dall'intelligenza artificiale non è del tutto corretto
Argomenta u frà
Che sia intelligenza reale, o intelligenza artificiale,
il fratello peronitrequarti battezza sempre,
in verticale ed in orizzontale...
e il vernacolo?

Inviato dal mio A059P utilizzando Tapatalk
Non era intenzione del Sommo comporre una delle sue solite Opere d'arte, bensì dedicare due righe in rima alle note capacità amatorie dell' utente il cui nick rimanda ad una bevanda alcoolica molto diffusa in terra di Bari

Re: Il disegno è completo

Inviato: gio apr 30, 2026 15:31
da peronitrequarti
In vernacolo o non in vernacolo per me il battezzo non sarà mai un ostacolo sia all' aria aperta sia nell abitacolo

Re: Il disegno è completo

Inviato: gio apr 30, 2026 16:08
da BRIGANTE
peronitrequarti ha scritto: gio apr 30, 2026 15:31 In vernacolo o non in vernacolo per me il battezzo non sarà mai un ostacolo sia all' aria aperta sia nell abitacolo
Maestro :minchino: :minchino: :minchino:

Re: Il disegno è completo

Inviato: gio apr 30, 2026 16:10
da Gool_goool_gooool
il fatto è che se si salva è bene per noi, se non si salva è bene per chi questa retrocessione l'ha voluta e portata a compimento.

Re: Il disegno è completo

Inviato: gio apr 30, 2026 16:11
da peronitrequarti
BRIGANTE ha scritto: gio apr 30, 2026 16:08
peronitrequarti ha scritto: gio apr 30, 2026 15:31 In vernacolo o non in vernacolo per me il battezzo non sarà mai un ostacolo sia all' aria aperta sia nell abitacolo
Maestro :minchino: :minchino: :minchino:
Non bestemmiare.
Viafiorino è l unico maestro in grado di associare genio ed estro.

Re: IL DISEGNO E' COMPLETO

Inviato: gio apr 30, 2026 16:42
da Luca 79
Panzer8 ha scritto: gio apr 30, 2026 9:24 Tutti gli striscioni tirano in ballo solo ed esclusivamente i giocatori, evidentemente chi li ha ideati ed esposti è sodale della società e la tiene accuratamente fuori dalla contestazione.
Ci lamentiamo di Longo che si lamenta pubblicamente della qualità della rosa e minacciamo i giocatori prima di un incontro fondamentale per la salvezza, certamente il modo migliore per motivarli.
Anche in C ma con Gigì.
Bravo, anche a me questa sembra una colossale distrazione dal problema principale: via SUBITO l'attuale proprietá, a qualunque costo e in qualunque modo

Re: Il disegno è completo

Inviato: gio apr 30, 2026 17:00
da lascrocca
peronitrequarti ha scritto: gio apr 30, 2026 16:11
BRIGANTE ha scritto: gio apr 30, 2026 16:08
peronitrequarti ha scritto: gio apr 30, 2026 15:31 In vernacolo o non in vernacolo per me il battezzo non sarà mai un ostacolo sia all' aria aperta sia nell abitacolo
Maestro :minchino: :minchino: :minchino:
Non bestemmiare.
Viafiorino è l unico maestro in grado di associare genio ed estro.
Si ma tu al genio ed estro associ anche il membro